Agricoltura sociale Mantova – I ragazzi del Campus Estivo in gita alla fattoria didattica Il Galeotto di Gazzo Bigarello (MN)

OLYMPUS DIGITAL CAMERAVenerdì 8 agosto 2014 i ragazzi che stanno frequentando il Campus Estivo agricoltura sociale hanno fatto visita alla fattoria didattica Il Galeotto di Gazzo Bigarello.

Qui di seguito il resoconto dei ragazzi sull’uscita.

– Lavoro di gruppo di Mattia, Michael, Omar e Sonia: relazione sulla visita guidata di venerdì 8 agosto 2014 – 

Venerdì 8 agosto 2014 siamo andati alla riseria il Galeotto di Gazzo Bigarello. Quando siamo arrivati siamo entrati nella sala degli ospiti, lì abbiamo incontrato il titolare: il dottor Vanzini Tommaso. Il signor Vanzini ci ha spiegato come si coltiva il riso Vialone Nano.
Successivamente siamo andati nella risaia e abbiamo visto le piantine di riso immerse nell’acqua fino a metà dello stelo. Mentre ascoltavamo la spiegazione alcuni aironi cinerini erano fermi sugli argini ad aspettare che passasse il pesce.
Al ritorno siccome c’era un po’ di caldo siamo ritornati in sala e abbiamo fatto merenda: pane e salame, crostata alle prugne e bibite. Finita la merenda siamo andati nella riseria, lì viene lavorato il riso, vi è una ruota ad acqua che mette in funzione tutte le macchine che servono per la lavorazione del riso. La sbiancatrice serve per liberare il riso dalle glumelle marroni e grattarlo fino ad arrivare al colore bianco. Un’altra macchina presente è la selezionatrice di chicchi (paddi).
Poi siamo ritornati in sala per vedere due video: uno animato che parlava dei valori nutrizionali del riso e l’altro video sulla coltivazione del riso in tutto il mondo.

I nostri pareri sulla gita:

  • OMAR: la gita era bella, la riseria è molto antica perché c’è un documento del 1763 con la quale Maria Teresa d’Austria concedeva l’inizio dell’attività del mulino.
  • SONIA: mi è piaciuto soprattutto per come si coltiva il riso e la sua lavorazione.
  • MICHAEL: la gita mi è piaciuta molto perché siamo andati in giro.
  • MATTIA: per me è stata una novità

Grazie ragazzi!! Alla prossima avventura!

Esperienze di agricoltura sociale in Toscana


L’Associazione italiana persone down di Arezzo promuove insieme a diversi partner istituzionali il progetto “La Fattoria dei Desideri”, un’iniziativa che nasce per dare un lavoro vero e “sostenibile” a persone con disabilità intellettiva.

L’associazione ha ottenuto un finanziamento di 11.000 euro dalla Regione Toscana nell’ambito di un bando relativo a progetti di agricoltura sociale, rivolti a persone con disabilità e/o svantaggio, con lo scopo di favorirne l’integrazione lavorativa. Sei giovani e adulti con sindrome di Down o altra disabilità intellettiva che già sono impegnati nella Fattoria dei Desideri, prenderanno parte al progetto intitolato “A tutto campo” e riceveranno un incentivo economico per il lavoro svolto.

Queste iniziative non sono isolate, ma sono portate avanti anche da molti istituti tecnici agrari e istituti professionali della Toscana. La scuola diventa quindi un luogo dove non solo i giovani studiano le materie tradizionali, ma imparano anche valori fondamentali come quelli dell’integrazione e dell’inclusione sociale.

Info: Associazione italiana persone down di Arezzo, http://www.aipdarezzo.it

Si segnala inoltre il supporto televisivo creato in questa regione, trasmissione “Le radici del futuro”: un laboratorio televisivo rurale creato con la collaborazione delle scuole della regione Toscana.

Le coltivazioni della Bigattera. Il radicchio

RADICCHIO (FAM. COMPOSITAE)

Il radicchio è un vegetale cosiddetto “rustico”, capace di adattarsi a qualsiasi condizione climatica anche la più sfavorevole, ed ha notevole importanza sia per la quantità di prodotto che viene assorbita dal mercato nazionale che per il prodotto esportato.

Terreno e concimazione – Il terreno che ospita i semi non deve possedere particolari caratteristiche, i terreni profondi e freschi e ben dotati di sostanza organica sono i più idonei, anche se il radicchio si adatta anche a terreni pesanti purchè ben drenati. Le asportazioni minerali variano in base al tipo di varietà e produzione; inizialmente si provvederà somministrando concimi contenenti azoto e fosforo per poi in seguito somministrare concimi contenenti potassio soprattutto nei terreni che ne sono provvisti scarsamente.

Semina – L’impianto avviene tramite semina diretta o trapianto. Sia la semina che il trapianto possono avvenire scalarmente a partire da Aprile a Settembre.

Cure colturali – Molto importante è la disponibilità idrica; il radicchio necessita di irrigazioni costanti soprattutto nella prima fase di attecchimento e crescita. Sarchiature e scerba ture sono importanti per il controllo delle infestanti. La rincalzatura cioè l’apporto di terra al colletto della coltura ne favorisce l’imbiancamento rendendo il prodotto maggiormente apprezzato sul mercato.

Raccolta – La raccolta si effettua scalarmente e l’epoca varia a seconda del tipo di varietà se precoce o tardiva, se primaverile-estiva o autunno–invernale. La produzione si aggira intorno ai 100 – 120 q/ha

Varietà – Le principali varietà con maggior valore commerciale sono: Radicchio Rosso di Treviso, Tardivo, Radicchio Rosso di Treviso, Precoce Radicchio Variegato di Castelfranco, Radicchio Rosso di Verona, Radicchio Rosso di Chioggia, Radicchio Bianco e Variegato di Lusia.

Avversità – Le avversità principali che colpiscono questa coltura sono la Peronospora ( comparsa di macchie giallastre sulle foglie che portano al disseccamento delle stesse), mal Bianco ( comparsa sulle foglie di polvere biancastra), Alternariosi ( colpisce le foglie più vecchie tramite macchioline di piccole dimensione di colore marrone) e la Tracheomicosi ( porta la pianta ad un avvizzimento graduale.

Info: Centro Polivalente Bigattera di Mantova