Esperienze di agricoltura sociale in Toscana


L’Associazione italiana persone down di Arezzo promuove insieme a diversi partner istituzionali il progetto “La Fattoria dei Desideri”, un’iniziativa che nasce per dare un lavoro vero e “sostenibile” a persone con disabilità intellettiva.

L’associazione ha ottenuto un finanziamento di 11.000 euro dalla Regione Toscana nell’ambito di un bando relativo a progetti di agricoltura sociale, rivolti a persone con disabilità e/o svantaggio, con lo scopo di favorirne l’integrazione lavorativa. Sei giovani e adulti con sindrome di Down o altra disabilità intellettiva che già sono impegnati nella Fattoria dei Desideri, prenderanno parte al progetto intitolato “A tutto campo” e riceveranno un incentivo economico per il lavoro svolto.

Queste iniziative non sono isolate, ma sono portate avanti anche da molti istituti tecnici agrari e istituti professionali della Toscana. La scuola diventa quindi un luogo dove non solo i giovani studiano le materie tradizionali, ma imparano anche valori fondamentali come quelli dell’integrazione e dell’inclusione sociale.

Info: Associazione italiana persone down di Arezzo, http://www.aipdarezzo.it

Si segnala inoltre il supporto televisivo creato in questa regione, trasmissione “Le radici del futuro”: un laboratorio televisivo rurale creato con la collaborazione delle scuole della regione Toscana.

Esperienze italiane di agricoltura sociale: Regione Toscana

Ha riscosso un grande successo il bando sull’agricoltura sociale lanciato dalla Regione Toscana nello scorso mese di maggio.

I risultati di questa prima edizione del bando, finalizzato all’inserimento in attività rurali di persone che hanno una disabilità o uno svantaggio, sono stati presentati lo scorso 30 ottobre 2012.

La caratteristica che rende unico in Europa il bando e l’esperienza della Toscana riguarda il fatto che in altre regioni il contributo viene erogato alle aziende perchè assumano la persona con disabilità: con questo bando invece  il contributo viene erogato direttamente all’interessato.

I numeri del primo progetto di agricoltura sociale.

  • Complessivamente le domande arrivate alla Regione Toscana sono 131.
  • Le persone con disabilità o svantaggio che potranno essere inserite nel lavoro in una azienda o in una cooperativa agricola sono 356.
  • Fra queste 44 hanno problemi di autismo mentre 236 hanno malattie o problemi di carattere psichiatrico.
  • Altre 45 persone hanno problemi di tossicodipendenza, 15 hanno scontato un periodo di carcere, altre 16 hanno avuto o hanno svantaggi di altro genere.
  • Fra quanti partecipano al progetto sull’agricoltura sociale vi sono 12 minori di 18 anni, 153 giovani fra i 18 e i 30 anni, 86 fra i 31 e i 40 anni, 64 fra i 41 e i 50 anni e 41 persone hanno più di 50 anni.

Anche la durata del progetto varia.

  • 100 persone hanno presentato domanda per un progetto da 1 anno,
  • 23 di due anni
  • 233 di tre anni.

Il bando (decreto dirigenziale n° 1684 del 17/04/2012) era volto a finanziare “progetti di accoglienza di persone con disabilità e/o svantaggio, per il miglioramento della loro autonomia e capacità tramite lo svolgimento di esperienze in attività rurali.”

fonte: Regione Toscana, Agricoltura – http://www.regione.toscana.it

OLTRE MILLE PROGETTI IN ITALIA PER L’AGRICOLTURA SOCIALE. MA SONO POCO CONOSCIUTI.

In Italia sono oltre mille i progetti di agricoltura sociale diffusi su tutto il territorio, ma spesso sono poco conosciuti e non hanno ancora un quadro normativo sia nazionale che comunitario nel quale ritrovarsi.

E’ quanto emerge dal convegno “Coltivare salute: agricoltura sociale e nuove ipotesi di welfare”, tenutosi a Roma il 18 ottobre 2012  e organizzato con la collaborazione del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità, l’università della Tuscia, l’università di Pisa, la Rete rurale nazionale e l’Inea, Istituto nazionale di economia agraria. Pratiche che ad oggi, spiegano gli organizzatori, sembrano essere molto più numerose di quelle rilevate.

In Toscana nel 2003 erano presenti 60 esperienze che avevano incluso circa 1200 persone negli ultimi dieci anni – spiegano -, l’equivalente di un servizio pubblico dedicato.

Nella sola provincia di Torino la stessa quantità di aziende produce valori inclusivi che possono essere quantificati in circa 4 milioni di euro di risparmio per il servizio pubblico, al di là dei benefici umani per le persone coinvolte.

In alcuni territori, inoltre, sono avanzate le pratiche di riconoscimento formale da parte dei servizi pubblici.

Le regioni Marche, Piemonte, Lazio e Veneto sono attive in questa direzione mentre Emilia Romagna e Lombardia stanno discutendo iniziative e percorsi di rafforzamento.

Nonostante il piano strategico per lo sviluppo rurale 2007-2013 abbia inserito l’agricoltura sociale fra le azioni chiave da sviluppare nei programmi regionali e diverse regioni abbiano già legiferato in materia, al momento non esiste ancora un quadro normativo sia a livello comunitario che nazionale.

In Italia, infatti, si assiste ad una dicotomia tra politiche agricole che incoraggiano l’avvio di progetti e sistema sociosanitario che mantiene un atteggiamento diffidente nei confronti delle pratiche terapeutico-riabilitative attuate in contesti agricoli in quanto non sufficientemente validate a livello scientifico.

Ad oggi occorre:

  • fare un quadro completo delle esperienze attive sul territorio,
  • avviare iniziative pilota con governance multilivello per consolidare il capitale di esperienza,
  • ma anche ricerche interdisciplinari per convalidare i risultati positivi, garantire il trasferimento delle conoscenze e creare collaborazione tra i diversi ambiti settoriali e le diverse amministrazioni coinvolte.

Azioni da realizzare al più presto, spigano gli esperti, anche perché “il nuovo ciclo 2014-2020 dei fondi strutturali Ue offre opportunità di sviluppo all’agricoltura sociale che potrebbero essere massimizzate dalle amministrazioni nazionali e regionali attraverso un uso coordinato e simultaneo dei diversi fondi e un raccordo sinergico con le politiche nazionali.

info: Rete Rurale Nazionale, http://www.reterurale.it