Le coltivazioni della Bigattera. Il porro

PORRO ( FAM.LILIACEAE)

Il porro è un ortaggio da di importanza non secondaria presente sul mercato soprattutto nel periodo autunno-invernale che alimenta anche una discreta corrente di esportazione.

Terreno e concimazione – Il porro si adatta bene sia ai climi temperato-caldi che temperato-freddi, con l’impiego di varietà e cicli colturali differenti. I terreni più adatti sono quelli di medio impasto, con buona capacità idrica di ritenuta, ma senza problemi di drenaggio e ben dotati di sostanza organica; le concimazioni hanno lo scopo di integrare soprattutto l’azoto essendo l’elemento che viene maggiormente assorbito.

Semina – l’impianto della coltura si effettua generalmente attraverso il trapianto.

Cure culturali – la sarchiatura come la scerba tura sono indispensabili per il controllo delle infestanti; la rincalzatura ovvero l’apporto di terra alla base della coltura ne evita l’inverdimento della parte commestibile migliorandone la qualità. Le irrigazioni sono indispensabili durante la fase di attecchimento.

Raccolta – La raccolta avviene dopo circa 3- 4 mesi dal trapianto. Le produzioni si aggirano intorno ai 400-500 q/ha.

Varietà – Le cultivazioni sono classificate in base alla lunghezza del “falso fusto” e in base all’epoca di produzione.

Avversità – I parassiti sono simili a quelli della cipolla ed in particolare la Peronospora che provoca danni di una certa gravità in quanto provoca un progressivo disseccamento delle foglie e di conseguenza un calo di produzione dei bulbi. Altre crittogame dannose sono le Ruggini (comparsa macchiline brunastre sulle foglie). Tra i parassiti animali: la tignola del porro, la mosca della cipolla , il tripite e i nematodi dello stelo.

Info: Centro Polivalente Bigattera di Mantova