Centro Polivalente Bigattera Mantova – Campus estivo dell’agricoltura sociale (gratuito)

Il nostro Centro Polivalente Bigattera – For.Ma Azienda Speciale della Provincia di Mantova – promuove la seconda edizione di:

Campus Estivo dell’agricoltura sociale

DI COSA SI TRATTA – lo scopo del corso è quello di favorire un “primo approccio” con valenza orientativa alle attività agricole e agroalimentari. Si vuole introdurre i partecipanti alla conoscenza delle colture, dei prodotti agricoli, dei sistemi colturali, delle tecniche di lavorazione e delle attività di trasformazione dei prodotti agricoli. Le attività saranno svolte in collaborazione con i compagni di corso, utilizzando gli strumenti più appropriati ed osservando le necessarie norme di sicurezza. Il corso avrà natura quasi esclusivamente esperienziale-laboratoriale, potendo avvalersi delle strumentazioni e degli spazi attrezzati disponibili presso il Centro Polivalente Bigattera, nonché della collaborazione e del supporto del suo staff esperto.

DESTINATARI

  • studenti certificati del IV e V anno delle Scuole Superiori;
  • studenti certificati del II, III e IV anno dei CFP;
  • invalidi fisici, psichici o sensoriali con diploma o qualifica professionale
  • Al raggiungimento delle 15 iscrizioni il corso sarà aperto, per un massimo di 10 posti, anche a: invalidi fisici, psichici o sensoriali senza qualifica o diploma; inoccupati o disoccupati a partire dai 16 anni.

QUANDO – dal 17 giugno al 9 settembre 2015240 ore. E’ prevista una pausa dalle lezioni dal 10 al 19 agosto 2015. Durata: 240 ore, Le lezioni saranno articolate dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13.
DOVE – Centro Polivalente Bigattera (Via dei Toscani 3, Mantova)
COSTO – Gratuito
ISCRIZIONI – E’ possibile iscriversi dal 21 maggio all’11 giugno 2015.

Tutti i dettagli < Brochure Campus Estivo Bigattera 2015

Info: Centro Polivalente Bigattera (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 13.00) ai seguenti contatti: Tel. 0376 381636 – e-mail: bigattera@libero.it

OLTRE MILLE PROGETTI IN ITALIA PER L’AGRICOLTURA SOCIALE. MA SONO POCO CONOSCIUTI.

In Italia sono oltre mille i progetti di agricoltura sociale diffusi su tutto il territorio, ma spesso sono poco conosciuti e non hanno ancora un quadro normativo sia nazionale che comunitario nel quale ritrovarsi.

E’ quanto emerge dal convegno “Coltivare salute: agricoltura sociale e nuove ipotesi di welfare”, tenutosi a Roma il 18 ottobre 2012  e organizzato con la collaborazione del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità, l’università della Tuscia, l’università di Pisa, la Rete rurale nazionale e l’Inea, Istituto nazionale di economia agraria. Pratiche che ad oggi, spiegano gli organizzatori, sembrano essere molto più numerose di quelle rilevate.

In Toscana nel 2003 erano presenti 60 esperienze che avevano incluso circa 1200 persone negli ultimi dieci anni – spiegano -, l’equivalente di un servizio pubblico dedicato.

Nella sola provincia di Torino la stessa quantità di aziende produce valori inclusivi che possono essere quantificati in circa 4 milioni di euro di risparmio per il servizio pubblico, al di là dei benefici umani per le persone coinvolte.

In alcuni territori, inoltre, sono avanzate le pratiche di riconoscimento formale da parte dei servizi pubblici.

Le regioni Marche, Piemonte, Lazio e Veneto sono attive in questa direzione mentre Emilia Romagna e Lombardia stanno discutendo iniziative e percorsi di rafforzamento.

Nonostante il piano strategico per lo sviluppo rurale 2007-2013 abbia inserito l’agricoltura sociale fra le azioni chiave da sviluppare nei programmi regionali e diverse regioni abbiano già legiferato in materia, al momento non esiste ancora un quadro normativo sia a livello comunitario che nazionale.

In Italia, infatti, si assiste ad una dicotomia tra politiche agricole che incoraggiano l’avvio di progetti e sistema sociosanitario che mantiene un atteggiamento diffidente nei confronti delle pratiche terapeutico-riabilitative attuate in contesti agricoli in quanto non sufficientemente validate a livello scientifico.

Ad oggi occorre:

  • fare un quadro completo delle esperienze attive sul territorio,
  • avviare iniziative pilota con governance multilivello per consolidare il capitale di esperienza,
  • ma anche ricerche interdisciplinari per convalidare i risultati positivi, garantire il trasferimento delle conoscenze e creare collaborazione tra i diversi ambiti settoriali e le diverse amministrazioni coinvolte.

Azioni da realizzare al più presto, spigano gli esperti, anche perché “il nuovo ciclo 2014-2020 dei fondi strutturali Ue offre opportunità di sviluppo all’agricoltura sociale che potrebbero essere massimizzate dalle amministrazioni nazionali e regionali attraverso un uso coordinato e simultaneo dei diversi fondi e un raccordo sinergico con le politiche nazionali.

info: Rete Rurale Nazionale, http://www.reterurale.it