Esperienze di catering con Rotary Club Mantova alla Corte Virgiliana

Rotary Club Mantova; Bigattera; For.Ma; agricoltura sociale

Questo mese vi raccontiamo i retroscena dell’evento che ha impegnato professori e allievi dando la possibilità di apprendere sul campo cosa si può realizzare a partire dai prodotti della terra, fino ad arrivare al servizio in tavola. Un’occasione imperdibile, oltre che di grande soddisfazione. Il team del centro Polivalente Bigattera, insieme agli allievi del campus estivo, ha trascorso le giornate in laboratorio professionale di cucina e in campo aperto per organizzare un catering su richiesta della presidentessa del Rotary Club Mantova Cristina Bonaglia.

Il 4 luglio 2017 il Centro Polivalente Bigattera è stato protagonista di un’esperienza ad alto valore formativo. Immersi nella cornice dell’antica Corte Virgiliana, a Pietole, ha organizzato il servizio di catering per l’evento estivo del Rotary Club Mantova il cui tema era conoscere l’agricoltura sociale.

Rotary Club Mantova; Bigattera; For.Ma; agricoltura socialeGli allievi del campus estivo sono partiti dalle basi: hanno studiato e predisposto il menu per gli ospiti, hanno recuperato i prodotti della terra dai nostri orti didattici e hanno costruito un piano di lavoro per cucinare, invasare, inscatolare, gratinare, farcire. Ultimo passaggio: predisporre gli alimenti per il trasporto sul luogo dell’evento. Dalla A alla Z, gli allievi hanno seguito tutti i passaggi della filiera che riguarda l’organizzazione di eventi gastronomici.

Coordinati dai professori Luca, Roberta, Orietta, Alessio, da Valeria e dalla responsabile Albertina, gli allievi si sono raccontati con l’agire pratico agli ospiti della serata che hanno potuto vedere coi loro occhi cosa vuol dire fare agricoltura sociale e come l’intero percorso educativo parta dai prodotti della terra, coltivati in serra e in campo, poi raccolti, preparati e cucinati fino ad arrivare all’impiattamento. Il senso della pratica dell’agricoltura sociale è qui: imparare facendo nel rispetto dei cicli delle stagioni e nella prospettiva dell’inclusione sociale che accoglie tutti.

Sul tavolo dell’aperitivo, all’esterno della villa, nella cornice del parco illuminato al tramonto, sono stati proposti giardiniera, e peperoncini piccanti ripieni con tonno e acciughe invasati dagli allievi durante il laboratorio di cucina professionale in Bigattera, insieme sono stati serviti fiori di zucca ripieni, pizzette di melanzane e pizza. Nessuna frittura, ma tecniche di cottura al forno per rendere i cibi più gustosi e digeribili.

Rotary Club Mantova; Bigattera; For.Ma; agricoltura socialeAll’interno della villa, dopo i saluti ufficiali della presidente del Rotary Club Mantova Cristina Bonaglia, il direttore di For.Ma Andrea Scappi ha illustrato il progetto agricoltura sociale, dagli interventi a livello territoriale con il Centro Polivalente Bigattera e Agricoltura Sociale Mantova, fino ad arrivare a livello nazionale con l’esperienza di Agricoltura Sociale Lombardia e terminando con  un excursus sulle attività di accoglienza e scambio con i partner europei. In particolare quest’anno la Bigattera ha ospitato tre percorsi didattici per allievi in Erasmus da Szentendre, in Ungheria.

In cucina gli allievi hanno potuto sperimentare quanto appreso in laboratorio di cucina, organizzati in piccoli gruppi.  Nelle settimane precedenti i professori e gli allievi hanno studiato insieme il menu, prevedendo una scelta di primi, secondi e dessert. Piatti dal sapore estivo, al centro dei quali dominavano gli ortaggi della Bigattera.

Rotary Club Mantova; Bigattera; For.Ma; agricoltura sociale

Come primi piatti gli allievi hanno servito lasagne con radicchio, lasagne con zucchine, tortelli ripieni con foglia di quercia e insalata estiva di cereali (riso integrale, farro e orzo) con verdure. Tra i secondi: quiche salate con verdure, frittate con verdure, involtini di zucchine e/o melanzane, verdure in scapece e pomodori gratinati

I dessert hanno risposto con freschezza alle alte temperature estive, semplici e leggeri:  panna cotta con mirtilli, torta di Lienz, parfait, crostata di frutta fresca e frutta fresca di stagione.

Rotary Club Mantova; Bigattera; For.Ma; agricoltura sociale

I professori: Luca, Roberta, Orietta, Alessio, Valeria e la responsabile Albertina coordinavano le attività e gli allievi per l’uscita dei piatti. Il menu realizzato spaziava dall’antipasto al dolce ed è stato realizzato pensando a valorizzare i prodotti che il Centro Polivalente Bigattera produce direttamente. Gli allievi hanno potuto rafforzare le competenze operative legate alla gestione del catering e dei servizi di cucina, ma hanno anche sperimentato come predisporre un menu, rispettando la stagionalità dei prodotti e l’armonia dei sapori.

Grazie agli allievi: Giulia, Arianna, Mattia, Daniel e Melissa.  Senza il vostro impegno, nulla sarebbe stato possibile.

Tutto è stato realizzato con amore e con impegno.

Volete realizzare un catering insieme alla Bigattera, valorizzando i prodotti tipici del territorio, la pratica educativa dell’#agricolturasociale e mandando un messaggio inclusivo e di solidarietà? Contattaci

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@Chiara Delfini

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20 giugno 2017 si inaugura la giornata del rifugiato con il laboratorio “RIFUGIA-TI NELL’ALBERO DELLA VITA”

Dal 2014 il Centro Polivalente Bigattera di #Mantova ha aperto le porte alle attività formative dedicate ai rifugiati nell’ambito del progetto Sprar ENEA Mantova.  Non c’era posto migliore di questo, per inaugurare la GIORNATA DEL RIFUGIATO, la serie di eventi dedicati al tema dei migranti. Promossa dal progetto Sprar ENEA, l’iniziativa terminerà a luglio. Ieri, all’aperto, nel prato fiorito, all’ombra di grandi alberi, la società cooperativa Il giardino dei Viandanti ha proposto il laboratorio “RIFUGIA-TI NELL’ALBERO DELLA VITA”.

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Dalle 10 alle 13 gli spazi esterni del Centro Polivalente Bigattera si sono trasformati in un’aula a cielo aperto per ospitare i venti anticipanti al laboratorio “RIFUGIA-TI NELL’ALBERO DELLA VITA”.  Gli allievi che seguono le attività in Bigattera e i rifugiati aderenti al progetto si sono riuniti in cerchio, all’ombra degli alberi e circondati dai suoni della natura. Dopo il discorso di benvenuto della coordinatrice della Bigattera Albertina Chirico e alla presenza del coordinatore del progetto Sprar ENEA, Jacopo Caropreso, la cooperativa Il Giardino dei Viandanti ha esplorato la dimensione del desiderio, del sogno nel rapporto tra uomo, natura e vita.

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I venti partecipanti, pur parlando lingue diverse, hanno usato il linguaggio visivo, dei disegni e dei colori, immaginandosi nella natura quale elemento vitale che circonda l’esistenza. I ragazzi hanno disegnato la propria mano, usando tutti i colori a disposizione e proprio in questo gesto diventa reale il legame tra la natura che li circonda e la vita che può stare simbolicamente in una mano. Prendono forma durante il laboratorio, come le dita della mano o i segni sul palmo, i desideri futuri e sogni di luoghi lontani.

Il laboratorio si è concluso con l’iniziativa di un allievo che, sapendo cucire, ha unito le mani disegnate in un unico disegno, facendolo diventare un abbraccio, nell’abbraccio della natura circostante. Il potere positivo dell’incontro e il legame con la missione dell’agricoltura sociale sta nell’aver acceso la relazione con l’altro, accogliendosi nel difficile viaggio verso l’inclusione e l’integrazione, pur nella differenza di sogni e desideri, immersi nella natura.

Fare #agricolturasociale significa anche scoprirsi benvenuti del mondo circondati dalla forza creatrice della natura, liberando sogni, desideri ed energie vitali.

di Chiara Delfini

Ricerca studenti Corso di Laurea Educatore Professionale Mantova. PAC e multifunzionalita’ in agricoltura

Ricerca a cura di Arianna Di Donato, Cecilia Marinelli, Ivica Matkovic, Nicole Tellini (studenti dell’Università degli Studi di Brescia – Facoltà di Medicina e Chirurgia – iscritti al II anno del Corso di Laurea Educatore Professionale Sanitario, sede di Mantova). Maggio – Giugno 2012

Sintesi evoluzione della politica agricola comune e affermazione della multifunzionalita’ in Agricoltura (dottorato di ricerca)

Il piano strategico nazionale dell’asse III, relativo alla diversificazione dell’economia agricola ed alla qualità della vita nelle zone rurali, sottolinea l’esigenza di incentivare le aziende agricole che svolgono la loro attività anche nel campo dell’agricoltura sociale. In molti ambiti ormai si ritiene che il contatto con la terra e con la natura ed il lavoro in un contesto agricolo siano molto validi sia dal punto di vista psicoterapeutico e rieducativo per parecchie situazioni di handicap fisici, mentali e sensoriali, ma anche di disagio sociale. Il lavoro agricolo quasi sempre è indicato nei casi di disagio in quanto non richiede grandi abilità ed è molto semplice da eseguire per cui è plausibile affidarlo anche a persone che esprimono differenti problematicità. Inoltre, va considerata l’attitudine del contesto agricolo ad accettare persone che in contesti diversi non potrebbero in alcun modo inserirsi né socialmente né tantomeno lavorativamente.

Evoluzione e prospettive della Politica Agricola Comunitaria (PAC)

La politica agricola comune, ideata durante la “Conferenza di Stresa” nel 1958, entrò ufficialmente in vigore nel 1962; in essa troviamo definiti i seguenti obiettivi generali: – aumentare l’efficienza del settore agricolo – razionalizzare la produttività elevando la capacità produttiva attraverso il progresso tecnico ed il migliore impiego dei fattori della produzione, in particolare il lavoro – migliorare il tenore di vita degli agricoltori, incrementandone il reddito individuale – stabilizzare i mercati – garantire la sicurezza degli approvvigionamenti – assicurare prezzi equi per i consumatori.

Gli strumenti più importanti istituiti per il raggiungimento degli obiettivi della PAC furono fondamentalmente due: – Fondo Europeo Agricolo d’Orientamento e di Garanzia (FEAOG) – Organizzazioni Comuni dei Mercati agricoli (OCM). Nel corso degli anni sono progressivamente affermati nuovi obiettivi per conseguire una maggiore competitività del settore agricolo europeo; un’adesione alle esigenze del mercato mondiale; una maggiore attenzione all’ambiente e al benessere degli animali, in modo da tutelare la sanità e la sicurezza dei prodotti; una maggiore soddisfazione dei consumatori; uno sviluppo sostenibile delle zone rurali.

Multifunzionalità e sviluppo rurale.

Il concetto di “multifunzionalità” prende corpo dall’esigenza di riconoscere all’agricoltura, nell’ambito delle politiche pubbliche, una molteplicità di funzioni che vanno oltre la produzione delle materie prime da trasformare in beni alimentari, svolte sia dagli agricoltori che da una pluralità di soggetti operanti nei territori rurali al fine di soddisfare specifiche esigenze della società, si tratta di servizi che attengono all’accoglienza, allo svago, all’intrattenimento, alla ristorazione , allo sport e al godimento dei beni culturali localizzati nelle aree rurali dei piccoli centri. Ai ruoli descritti si aggiungono i servizi agricoli svolti nell’ambito delle attività didattiche in collaborazione con il mondo dell’istruzione, alle azioni di recupero del patrimonio edilizio storico rurale, delle iniziative di rieducazione dei detenuti oppure di quelle collegate all’agroterapia o agricoltura sociale, riabilitazione, cura del disagio mentale e delle devianze, inserimento sociale e lavorativo dei portatori di handicap, servizi sanitari, assistenza degli anziani ecc.

La multifunzionalità è anche un nuovo modello imprenditoriale e una opportunità per le imprese di seguire differenti strategie di competitività. Inoltre la ricerca di naturalità e genuinità, associandosi al desiderio di riscoprire e reinterpretare le tradizioni, conduce ad indagare ed apprezzare le origini del prodotto, la provenienza geografica, le tecniche agricole e agroalimentari utilizzate, nonché culture e tradizioni locali.

L’agricoltura viene chiamata quindi a sviluppare due differenti funzioni:

  • la prima delle quali di tipo tradizionale (produzione dei beni alimentari),
  • la seconda, a carattere multifunzionale, indirizzata a realizzare attività con valenza terziaria e di rilevanza collettiva, ambientale, sociale e culturale.

La multifunzionalità, dunque, è anche l’espediente per limitare le conseguenze svantaggiose, derivanti dalle pratiche, cosiddette intensive, dell’agricoltura moderna, sulla salute, sul paesaggio, sull’ambiente e sulla qualità della vita, definite tecnicamente esternalità negative. Quindi l’agricoltura classica che non è multifunzionale, diventa qualcosa che in primo luogo fornisce un prodotto da mettere sul mercato, un prodotto realizzato in seguito ad una scelta chiara e deliberata a causa della quale si generano conseguenze, positive o negative, che interessano prodotti ed individui estranei all’impresa. La multifunzionalità modifica l’attività agricola e spesso anche la forma d’impresa che cambia perché dovrà affrontare una differente realtà produttiva.

1 agosto 2012. La ricerca continua. Appuntamento a domani per un altro capitolo.