Agricoltura, il rilancio dei giovani imprenditori

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Fonte: Coldiretti – Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale dei giovani di Coldiretti

Un settore in cui le opportunità professionali sono in crescita?

Sarà l’agricoltura a trainare l’Italia e l’occupazione dei giovani nei prossimi anni?

Dati e statistiche confermano questa tesi: quello agricolo è il settore che fa registrare l’aumento più elevato del numero di lavoratori dipendenti, il 10,1 per cento secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al secondo trimestre 2012.

  • A crescere, in campagna, è sia il numero di lavoratori dipendenti (+10,1%) che di quelli indipendenti (+2,9%).
  • Le figure professionali più ricercate spesso richiedono un alto grado di professionalità.
  • Tra i mestieri “tradizionali” rimangono sempre attuali trattoristi, potatori, vivaisti, giardinieri e innestatori ma il settore necessita di agronomi, laureati in lingue o esperti informatici per l’export, chimici, biologi
  • E il lavoro c’è anche per chi vuole intraprendere una nuova attività con iniziative innovative, come dimostra l’aumento del 4,2 per cento del numero di imprese individuali condotte da under 35 nel secondo trimestre dell’anno.

Oggi in Italia sono attive 62 mila aziende agricole, iscritte alle Camere di commercio, condotte da giovani con meno di 35 anni.

Dall’indagine Coldiretti/Swg svolta su agricoltori con meno di 30 anni emerge che:

  • il 36,5 per cento ha una scolarità alta (laureato, laureando),
  • il 56 media (scuole superiori)
  • il 6,5 bassa (scuole medie).

Dunque, i giovani tornano in campagna ma non lo fanno più solamente con trattore e aratro: «La nuova impresa è multifunzionale e innovativa – racconta Sangiorgio – e il più delle volte va dalla produzione agricola alla trasformazione del prodotto, alla vendita e all’esportazione, anche grazie alle nuove tecnologie. Un esempio? Chi coltiva frutta spesso arriva a fare la quarta gamma. L’azienda agricola diventa impresa del cibo e percorre la filiera in verticale». Versatile e rivoluzionaria tanto che è considerata nella norma che regola le start up che, anche se non legate al web, si proiettano al futuro. Le nuove imprese non producono solamente frutti della terra ma anche energie rinnovabili, turismo e marketing. Tutto questo ha generato la nascita di figure professionali innovative come l’agrigelataio, il personal trainer dell’orto, il sommelier della frutta, l’agritata o lo specialista in pet therapy. Gli imprenditori agricoli oggi si possono occupare di attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla loro vendita in azienda o nei mercati degli agricoltori, ma anche della fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti realizzati da molti comuni per la cura del verde pubblico, che spesso viene affidata agli agricoltori. Per non parlare della produzione e vendita della birra ottenuta dalla coltivazione di orzo in azienda o del pane dal grano, ma anche dei prodotti cosmetici a base di vino, olio o latte di asina. E, ancora, delle fattorie didattiche convenzionate con le scuole e degli agriasili.

info: Coldiretti, http://www.coldiretti.it

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