Ricerca studenti Corso di Laurea Educatore Professionale Mantova. PAC e multifunzionalita’ in agricoltura

Ricerca a cura di Arianna Di Donato, Cecilia Marinelli, Ivica Matkovic, Nicole Tellini (studenti dell’Università degli Studi di Brescia – Facoltà di Medicina e Chirurgia – iscritti al II anno del Corso di Laurea Educatore Professionale Sanitario, sede di Mantova). Maggio – Giugno 2012

Sintesi evoluzione della politica agricola comune e affermazione della multifunzionalita’ in Agricoltura (dottorato di ricerca)

Il piano strategico nazionale dell’asse III, relativo alla diversificazione dell’economia agricola ed alla qualità della vita nelle zone rurali, sottolinea l’esigenza di incentivare le aziende agricole che svolgono la loro attività anche nel campo dell’agricoltura sociale. In molti ambiti ormai si ritiene che il contatto con la terra e con la natura ed il lavoro in un contesto agricolo siano molto validi sia dal punto di vista psicoterapeutico e rieducativo per parecchie situazioni di handicap fisici, mentali e sensoriali, ma anche di disagio sociale. Il lavoro agricolo quasi sempre è indicato nei casi di disagio in quanto non richiede grandi abilità ed è molto semplice da eseguire per cui è plausibile affidarlo anche a persone che esprimono differenti problematicità. Inoltre, va considerata l’attitudine del contesto agricolo ad accettare persone che in contesti diversi non potrebbero in alcun modo inserirsi né socialmente né tantomeno lavorativamente.

Evoluzione e prospettive della Politica Agricola Comunitaria (PAC)

La politica agricola comune, ideata durante la “Conferenza di Stresa” nel 1958, entrò ufficialmente in vigore nel 1962; in essa troviamo definiti i seguenti obiettivi generali: – aumentare l’efficienza del settore agricolo – razionalizzare la produttività elevando la capacità produttiva attraverso il progresso tecnico ed il migliore impiego dei fattori della produzione, in particolare il lavoro – migliorare il tenore di vita degli agricoltori, incrementandone il reddito individuale – stabilizzare i mercati – garantire la sicurezza degli approvvigionamenti – assicurare prezzi equi per i consumatori.

Gli strumenti più importanti istituiti per il raggiungimento degli obiettivi della PAC furono fondamentalmente due: – Fondo Europeo Agricolo d’Orientamento e di Garanzia (FEAOG) – Organizzazioni Comuni dei Mercati agricoli (OCM). Nel corso degli anni sono progressivamente affermati nuovi obiettivi per conseguire una maggiore competitività del settore agricolo europeo; un’adesione alle esigenze del mercato mondiale; una maggiore attenzione all’ambiente e al benessere degli animali, in modo da tutelare la sanità e la sicurezza dei prodotti; una maggiore soddisfazione dei consumatori; uno sviluppo sostenibile delle zone rurali.

Multifunzionalità e sviluppo rurale.

Il concetto di “multifunzionalità” prende corpo dall’esigenza di riconoscere all’agricoltura, nell’ambito delle politiche pubbliche, una molteplicità di funzioni che vanno oltre la produzione delle materie prime da trasformare in beni alimentari, svolte sia dagli agricoltori che da una pluralità di soggetti operanti nei territori rurali al fine di soddisfare specifiche esigenze della società, si tratta di servizi che attengono all’accoglienza, allo svago, all’intrattenimento, alla ristorazione , allo sport e al godimento dei beni culturali localizzati nelle aree rurali dei piccoli centri. Ai ruoli descritti si aggiungono i servizi agricoli svolti nell’ambito delle attività didattiche in collaborazione con il mondo dell’istruzione, alle azioni di recupero del patrimonio edilizio storico rurale, delle iniziative di rieducazione dei detenuti oppure di quelle collegate all’agroterapia o agricoltura sociale, riabilitazione, cura del disagio mentale e delle devianze, inserimento sociale e lavorativo dei portatori di handicap, servizi sanitari, assistenza degli anziani ecc.

La multifunzionalità è anche un nuovo modello imprenditoriale e una opportunità per le imprese di seguire differenti strategie di competitività. Inoltre la ricerca di naturalità e genuinità, associandosi al desiderio di riscoprire e reinterpretare le tradizioni, conduce ad indagare ed apprezzare le origini del prodotto, la provenienza geografica, le tecniche agricole e agroalimentari utilizzate, nonché culture e tradizioni locali.

L’agricoltura viene chiamata quindi a sviluppare due differenti funzioni:

  • la prima delle quali di tipo tradizionale (produzione dei beni alimentari),
  • la seconda, a carattere multifunzionale, indirizzata a realizzare attività con valenza terziaria e di rilevanza collettiva, ambientale, sociale e culturale.

La multifunzionalità, dunque, è anche l’espediente per limitare le conseguenze svantaggiose, derivanti dalle pratiche, cosiddette intensive, dell’agricoltura moderna, sulla salute, sul paesaggio, sull’ambiente e sulla qualità della vita, definite tecnicamente esternalità negative. Quindi l’agricoltura classica che non è multifunzionale, diventa qualcosa che in primo luogo fornisce un prodotto da mettere sul mercato, un prodotto realizzato in seguito ad una scelta chiara e deliberata a causa della quale si generano conseguenze, positive o negative, che interessano prodotti ed individui estranei all’impresa. La multifunzionalità modifica l’attività agricola e spesso anche la forma d’impresa che cambia perché dovrà affrontare una differente realtà produttiva.

1 agosto 2012. La ricerca continua. Appuntamento a domani per un altro capitolo.

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